Il fascino del criminale: Ted Bundy

Theodore Bundy è considerato uno dei più famigerati serial killer statunitense. Sadico sessuale orientato al controllo della vittima, ha ucciso all’incirca trenta giovani studentesse; viene infatti ricordato come “Il Killer delle Studentesse”, ed è famoso soprattutto per il suo fascino, usato per adescare le vittime.

Bundy nacque il 24 novembre 1946 a Burlington, in Vermont. Sua madre era la giovane ventunenne Eleanor Louise Cowell, che ebbe il bambino in un istituto per madri non sposate. L’identità del padre di Ted è sconosciuta, anche se si pensa possa essere il nonno materno, che aveva abusato sua madre.                  Inizialmente Eleanor intendeva dare il bambino in adozione, per non dare scandalo con un figlio nato al di fuori del matrimonio, ma, subito dopo averlo abbandonato, si pentì della decisione e tornò indietro per riprenderlo con sé. Fece credere a tutti che Theodore fosse figlio dei suoi genitori, e anche il bambino pensava che i nonni fossero i suoi genitori, e che la madre fosse sua sorella.                                                                     Nel 1950 Bundy si traferì con la madre, che riteneva fosse sua sorella, a Tacoma. Qui, nel 1951, Eleonor conobbe e sposò Johnnie Culpepper Bundy, ex cuoco militare che lavorava come cuoco in ospedale. Johnnie adottò Ted e cambiò il suo cognome da Cowell a Bundy.                                                                                      Ted era un bambino tranquillo e ben educato anche se preferiva l’isolamento e la disconnessione dalla famiglia e dagli amici.                                                                                                                                                                                          Col passare del tempo, Louise e Johnnie ebbero altri quattro figli. L’estrema introversione di Ted e qualsiasi problema inerente allo sviluppo passò inosservato o fu spiegato come una caratteristica della sua timidezza. Egli leggeva spesso riviste pulp o romanzi polizieschi, ed era molto interessato ai documentari di cronaca nera riguardanti violenze sessuali, in particolare dove si vedevano corpi morti o mutilati                          Durante gli anni Bundy iniziò a irrompere in auto e case e partecipare a risse. È stato arrestato due volte per sospetto furto con scasso e furto d’auto. Dopo il liceo entrò all’università con ottimi risultati scolastici, era inoltre attratto dalla politica. 

Nel 1965, dopo aver passato due mesi all’università di Puget Sound, si trasferì a Washington, dove conosce Stephanie Brooks, una ragazza con i capelli lunghi e mori, portati con la riga in mezzo. Ted si innamora della ragazza, che diviene la sua prima fidanzata e con la quale ha la sua prima esperienza sessuale. Nel 1968 però la Stephanie tronca la loro relazione, a causa della tendenza di Bundy a non confidarsi e manipolare gli altri; egli rimane profondamente deluso e comincia così la sua ossessione nei confronti della ragazza.                  Nel 1969 torna a Burlington, dove scopre la verità sulla sua famiglia: quella che credeva sua sorella era in realtà la madre. Ted subisce una sorta di trasformazione: dall’essere timido e introverso, si trasformò in espansivo, fiducioso fino al punto di essere visto come uno spaccone. In quel periodo conosce Meg Anders, divorziata con una figlia, con la quale comincia una relazione.                                                                                           Nel 1972 si laurea in psicologia e comincia a frequentare di nuovo Stephanie, pur continuando la relazione con Meg: nessuna delle due donne sapeva dell’altra. Intorno al 1974 Ted smise di cercare Stephanie, non dandole spiegazioni. Aveva fatto in modo che la donna si innamorasse di nuovo di lui, per poi poterla scaricare come lei aveva fatto con lui. La sua vendetta è compiuta, ora può concentrarsi su altri obiettivi.

È il 4 luglio 1974, quando Joni Lentz, diciottenne con i capelli mori tenuti con la riga nel mezzo, viene trovata agonizzante nel suo letto a Seattle. Le compagne di stanza trovarono una delle aste del telaio del letto, che era stato usato per picchiare la ragazza nella testa e nel viso, conficcato nella sua vagina. La ragazza è ancora viva, ma a causa dei danni cerebrali e le lesioni interne molto gravi, non ricorda nulla.

Ad agosto dello stesso anno, Lynda Ann Healy scomparve dalla sua stanza a Seattle. Sul letto furono trovate tracce di sangue e la porta era aperta.

Tra la primavera e l’estate di quell’anno scomparvero altre cinque ragazze in circostanze misteriose in un’area compresa tra tre stati: Utah, Oregon e Washington. Gli investigatori fecero l’errore di non pensare ad un unico assassino, anche se i crimini erano simili uno all’altro.

Il 17 giugno 1974 Brenda Baker fu ritrovata morta in un parco, ma non si riesce a stabilire la causa della morte a causa dello stato delle sue spoglie.

A settembre vengono rinvenuti i resti di due ragazze scomparse il 14 luglio, Janice Ott e Denise Naslund, nel parco del lago Shammanish di Washington. Una coppia testimoniò che avevano visto Janice fare un picnic nel parco con un uomo attraente di nome Ted. I testimoni raccontarono di come il ragazzo, poiché aveva il braccio ingessato, le aveva chiesto di aiutarla a caricare la sua piccola barca sul tetto della macchina: un maggiolino Volkswagen. Questa testimonianza venne pubblicata sul giornale e, dopo averla letta, una ragazza di nome Janice Graham riferì alla polizia che si era trovata in passato in una situazione simile e con forse lo stesso uomo. L’identikit del presunto reo viene pubblicato sul giornale, e la stessa Meg, una volta visto e dubbiosa di alcuni atteggiamenti di Ted, fa una segnalazione alla polizia. Questa però non viene presa in considerazione poiché sembra impossibile che un rispettabile studente di legge possa aver commesso quegli spietati omicidi.

In autunno Ted si trasferisce all’università dello Utah e qui commette altri omicidi.

Il 18 ottobre la diciottenne Melissa Smith scomparve mentre ritornava a casa da una festa universitaria, a Midvale. I resti furono ritrovati nove giorni dopo, al Summit Park, vicino a Salt Lake City. Il corpo nudo era stato picchiato, stuprato, sodomizzato e strangolato con le calze della vittima. Nella sua vagina furono ritrovate sporcizia e rametti vari. Si ipotizzò che prima che il corpo venisse buttato via, questo fosse stato truccato.

Continuano gli omicidi, ma l’8 novembre Ted compie il primo passo falso: si avvicina alla diciottenne Carol De Ronch in un centro commerciale a Murray (Utah) e, presentandosi travestito da agente di polizia, la informò che la sua auto aveva subito un tentativo di furto. Carol De Ronch salì sull’auto di Bundy convinta che sarebbe stata portata a una stazione di polizia per fare una regolare denuncia, ma improvvisamente Ted fermò brutalmente la macchina, tirò fuori una pistola e le ammanettò un polso. Carol lottò e riuscì a fuggire. Arrivata dalla polizia riuscì a dare una descrizione dell’uomo e della sua auto. Fu notata una somiglianza con un altro omicidio avvenuto nello stato di Washington, ma sulle manette non furono trovate impronte e una macchia di sangue sul collo di Carol non fu sufficiente per poter fare dei test.
Poche ore dopo la fuga di Carol De Ronch e a sole diciassette miglia di distanza, Debbie Kent scomparve dalla Viewmont High School di Bountiful, Utah. Era uscita in anticipo dalla lezione di teatro per andare a prendere a scuola il fratellino, ma la sua auto non lasciò mai il parcheggio.
Alcune persone riferirono di aver sentito delle urla. L’insegnante di recitazione Raelynn Shepard testimoniò che uno strano uomo l’aveva avvicinata cercando di farle credere che era successo qualcosa alla sua auto nel parcheggio della scuola: era lo stesso trucchetto che Bundy aveva usato con Carol De Ronch. Un altro testimone raccontò di aver visto un maggiolino Volkswagen allontanarsi velocemente dal parcheggio della scuola. Sul terreno fu trovata una chiave che apriva le manette che Carol De Ronch aveva ai polsi. Si comincia a collegare le vicende, ma Debbie Kent non fu più ritrovata, né morta né viva.

Gli omicidi continuarono in Colorado, inoltre teschi di giovane ragazze scomparse vennero rinvenuti nell’area Taylor Mountains, a Washington.

Il 16 agosto 1975 il poliziotto Bob Haywood ferma un maggiolino Volkswagen poiché andava troppo veloce. Nell’auto viene ritrovata una spranga, un passamontagna, un rompighiaccio e delle manette. Appena dopo il suo arresto, gli investigatori di Salt Lake cominciarono a collegare Bundy all’aggressione di Carol De Ronch. Lo accusarono di possesso di attrezzi da scasso e il 21 agosto perquisirono il suo appartamento, senza trovare nulla di incriminante. Una foto di Bundy fu mostrata a Carol De Ronch, senza però che lei potesse identificarlo come suo assalitore: al momento dell’aggressione, infatti, Ted era travestito. Al contrario, l’insegnante Raelynn Shepard lo riconobbe come l’uomo che aveva cercato di spingerla nel parcheggio prima della sparizione di Debbie Kent. Questo fu sufficiente per mettere Bundy sotto sorveglianza e sotto indagine. Presto fu arrestato e accusato dell’aggressione di Carol De Ronch. Nella sua auto vennero ritrovate alcune ciocche di capelli appartenenti a ragazze scomparse e anche Meg Anders, raccontò agli investigatori particolari interessanti sulle abitudini notturne di Bundy, le sue rozze pratiche sessuali e sul fatto che l’aveva visto in possesso di grucce, stucco per gesso e baffi finti. Ted viene dunque arrestato e condannato come assalitore di Carol de Ronch: ha inizio il processo

L’opposizione generale della gente comune alle accuse si fece senitre nel momento in cui Ted Bundy fu portato davanti alla corte dello Utah, in quanto si riteneva che egli, essendo uno studente di legge che aveva lavorato per il partito repubblicano e apparendo come un ragazzo così pulito e a modo. La maggior parte delle persone pensò che si trattasse di un errore, ma il processo venne comunque aperto in quanto, al momento del rapimento di Carol, Ted non aveva alibi. Successivamente la vittima fu in grado di identificarlo e la sua auto era identica a quella usata al momento dell’aggressione.

Nel frattempo, i testimoni del lago Shammanish di Washington lo identificarono come il Ted che si aggirava nel parco per chiedere aiuto a giovani donne.
Bundy fu rinchiuso in carcere in attesa della sentenza definitiva, nel frattempo, l’FBI trovò le prove necessarie per processarlo per un altro omicidio in Colorado e Ted fu estradato per il processo.                                  In quanto studente di legge, a Ted fu concesso di difendersi da solo e gli fu consentito l’accesso alla biblioteca del carcere. Da qui egli scappa, buttandosi da una finestra. Dopo sei giorni di fuga Bundy fu ripreso, ma sette mesi dopo, il 30 dicembre del 1977, un nuovo tentativo di evasione andò a buon fine.      Si trasferì in Florida, cambiò nome e visse di espedienti e furti.                                                                                                                     Il 14 gennaio del 1978 aggredì quattro studentesse appartenenti alla confraternita delle Chi Omega. Una ragazza, rientrata in casa trovò due ragazze morte nei loro letti: erano state picchiate e strangolate, e a una di loro era stata infilata una bomboletta nella vagina e nell’ano. Altre due compagne riuscirono a sopravvivere all’aggressione nonostante fossero state picchiate ferocemente e sanguinassero copiosamente. La stessa notte Bundy picchiò a sangue Cheryl Thomas, che sopravvisse nonostante il suo cranio fosse fratturato in cinque punti.                                                                                                                        Altre ragazze furono aggredite, ma la polizia riuscì a fermarlo e venne arrestato di nuovo.                                               Fu accusato degli omicidi delle ragazze della Chi Omega e di quello di Kimberly Leach

Nel 1980 ebbe inizio il processo per gli omicidi delle studentesse della confraternita e le impronte dentarie sui cadaveri furono una prova troppo schiacciante per la colpevolezza di Bundy.
Nel tentativo di avere un testimone schiacciante in meno, Ted si avvantaggiò di una legge della Florida per cui qualunque dichiarazione di matrimonio alla presenza degli ufficiali della corte era ritenuta valida e legalmente vincolante: propose alla sua ragazza attuale, Carol Ann Boone, una vecchia compagna di università, di sposarlo. Lei accettò e divenne sua moglie.
Nonostante l’espediente, poche ore più tardi arrivò la sentenza di morte, emessa dal giudice Edwart Cowart.

Prima della sentenza il giudice pronunciò queste parole: “È stabilito che siate messo a morte per mezzo della corrente elettrica, che tale corrente sia passata attraverso il vostro corpo fino alla morte. Prendetevi cura di voi stesso, giovane uomo. Ve lo dico sinceramente: prendetevi cura di voi stesso. È una tragedia per questa corte vedere una tale totale assenza di umanità come quella che ho visto in questo tribunale. Siete un giovane brillante. Avreste potuto essere un buon avvocato e avrei voluto vedervi in azione davanti a me, ma voi siete venuto nel modo sbagliato. Prendetevi cura di voi stesso. Non ho nessun malanimo contro di voi. Voglio che lo sappiate. Prendetevi cura di voi stesso.” (Cremonini).

Il 24 gennaio 1989, alle 7:06, Theodore Robert Bundy fu giustiziato con una scarica di oltre 2.000 Volt, che attraversò il suo corpo per dieci minuti. Fu proclamato morto alle 7.16 del mattino. Il suo corpo fu cremato e le ceneri sparse sulle Taylor Mountains dello stato di Washington. 



Ma Come ha fatto Ted Bundy a catturare con tanta facilità tutte queste ragazze? 

Inoltre, durante gli anni passati in carcere, ha ricevuto almeno una centinaia di lettere da fan femminili. 

Cosa ha spinto queste persone, e cosa spinge anche molte altre persone ad essere attratti da queste figure?

Secondo Carl Jung il motivo è da ricercare negli archetipi primordiali esistenti nel subconscio di ciascuno di noi. Emozioni animali che tutti abbiamo, ma manteniamo nascoste nel subconscio in quanto la società non le considera corrette.                                                                                                                                                                    Inoltre, siamo attratti da queste personalità per la curiosità che ci porta a cercare delle spiegazioni ad un determinato agire mostruoso per averne il controllo e ridurre il senso di paura.                                                          Secondo lo psichiatra Robert Simon, il male è dentro ad ogni essere umano; la differenza tra un “buono” e un “cattivo”, sta nel fatto che i buoni fantasticano le violenze, mentre i cattivi le mettono in atto.

Inoltre, Ted Bundy era un uomo molto affascinante, un laureato in psicologia che studiava legge, una persona che trasmetteva sicurezza, e forse sono tutte queste cose che hanno portato le sue vittime a fidarsi di lui e ad essere, ancora oggi, considerato come un serial killer che usava il suo fascino per l’adescamento. Ted Bundy nell’ambito forense è uno dei serial killer più studiati e analizzati, e conosciuto anche grazie ai molti film, documentari e libri scritti sulla sua vita. 

Dott.ssa Angelica Mencarini

Fonti Bibliografiche:

Ted Bundy (2020, 14 settembre). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Consultato il 29 settembre 2020, 11:58, da https://it.wikipedia.org/wiki/Ted_Bundy

Cremonini, S. La tela nera. Consultato il 29 settembre 2020, 12:06, da http://www.latelanera.com/serialkiller/serialkillerdossier.asp?id=TedBundy

https://www.hdemos.it/serial-killer-il-fascino-del-male-il-caso-di-leonarda-cianciulli/

 

 



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