Billy Milligan: una stanza piena di gente

Nel 2016 in tutte le sale cinematografiche viene trasmesso il film SPLIT. James McAvoy, in una delle sue migliori interpretazioni, veste i panni di un pericoloso psicopatico, Kevin, a cui viene diagnosticato un disturbo di personalità. La creazione del protagonista è stata ispirata dalla storia di Billy Milligan, criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo dell’identità. 

Nel 1977 William (detto Billy) Stanley Milligan viene arrestato per aver rapito e stuprato tre ragazze di un college. Ad ogni interrogatorio a cui viene sopposto è come se Billy fosse sempre una persona diversa, particolare che viene colto dagli avvocati della difesa. Le diverse perizie psichiatriche a cui verrà sottoposto l’imputato convergeranno nella medesima diagnosi di disturbo dissociativo dell’identità (DID).

 A Billy, come lui stesso racconta all’interno del libro “Una stanza piena di gente”, vennero diagnosticate ben 24 personalità differenti. Infatti, fin dalla tenera età, Billy manifestò amnesia dissociativa: capitava, ad esempio, che faticava a ricordare cosa avesse fatto o detto.

Il DID trova la sua eziologia in esperienze traumatiche e/o abusi vissuti durante l’infanzia. Quando nacquero le personalità di William? L’infanzia di Billy Milligran fu costellata da eventi traumatici: la separazione dei genitori, la morte del padre e gli abusi fisici e sessuali subiti da parte del patrigno. Una volta, ad esempio, il piccolo venne costretto a scavarsi una buca per poi esservi seppellito vivo al suo interno. Successivamente a questo episodio emerse Danny (14 anni) caratterizzato dalla fobia per gli uomini e la fobia della terra. Ma le radici di altre personalità sono rintracciabili già a 4 anni. Esistevano infatti Christene una bambina dislessica di 3 anni e Shawn un bambino sordo di 4 anni. Successivamente emersero le altre personalità, ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità. 

Lo switching, ovvero il passaggio da una personalità all’altra, avviene per un motivo ben preciso ad esempio un odore particolare, un suono oppure il cercare di preservare la salute ed impedire, ad esempio, il suicidio come successe a Billy all’età di 16 anni. Al seguito di questo episodio venne effettuata la prima diagnosi di nevrosi isterica con aspetti passivo-aggressivi.

Quali sono stati gli eventi che portano la mente di Billy a creare 24 differenti personalità?

All’interno del DSM-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, sono inseriti i criteri affinché possa essere eseguita una diagnosi di disturbo dissociativo dell’identità (DID). Fra i criteri vi è la disgregazione dell’identità, mancata consapevolezza delle proprie azioni, incapacità di rievocare eventi della vita quotidiana o eventi traumatici; difficoltà in ambito sociale e/o lavorativo; i sintomi non sono una normale pratica culturale o religiosa e non sono attribuibili all’effetto di sostanze o a un’altra condizione medica.

Cosa accade durante un evento traumatico?

Subire maltrattamenti, abusi fisici, psicologici e/o sessuali rappresenta un evento altamente traumatico. La prolungata esposizione a queste fonti di trauma minacciano l’integrità del Sé. Un adeguato sviluppo del senso di Sé antecedente al verificarsi del trauma permette di riuscire ad elaborare ed integrare le esperienze traumatiche. La presenza di un Sé immaturo e debole non permette questo processo. Come protezione dalla possibilità di riprovare quel dolore la mente utilizzata la dissociazione. Vengono così creati dei confini sicuri del Sé che permettono un adeguato funzionamento nella vita quotidiana. In questo senso la dissociazione non è un problema: assume una significatività clinica laddove diventa la modalità consueta utilizzata per proteggersi dalla sofferenza e da nuove esperienze traumatiche. L’uso eccessivo della dissociazione porterà alla creazione di una struttura mentale frammentata con stati del sé slegati tra loro ognuno dei quali possiede una rigida verità del trauma vissuto. 

Billy ha vissuto insieme alle sue personalità fino alla sua morte nel 2014 a causa di un tumore. Il lavoro terapeutico svolto con Billy ha puntato sull’integrazione delle identità finendo per costruire il maestro la personalità rimasta “nella luce” fino alla morte. 

Gli approcci terapeutici che possono essere utilizzati con chi ha ricevuto diagnosi di DID sono diversi: psicodinamico, interpersonale, tecniche cognitivo-comportamentali, EMDR, ipnosi o immaginazione guidata. È opportuno, infine, ricordare il ruolo fondamentale che svolge il sostegno sociale ed interpersonale per aiutare il soggetto a tollerare le emozioni negative e lavorare per integrare le diverse personalità.

Dott.ssa Martina D’Alba

BIBLIOGRAFIA

American Psychiatric Association. (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Milano, Raffaello Cortina Editore.

Bromberg, P. M., Lingiardi, V., Caretti, V., & De Bei, F. (2007). Clinica del trauma e della dissociazione: Standing in the Spaces. R. Cortina.

Menghetti, E. (2018). Una stanza piena di gente.

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