Sai cos'è l'empatia?

Si sente spesso parlare di empatia, ma quanto veramente viene usata questa capacità?

La parola empatia deriva dal greco antico “en” ossia dentro e “pathos” cioè sofferenza ed indica la capacità di sentire ciò che l’altro sente. Attraverso l’empatia il soggetto si cala nei panni dell’altro, provando quello che lui prova senza però aggiungere qualcosa. 

L’empatia fa parte delle cosiddette life skills (le abilità di vita), che secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono “capacità di comportamento adattivo e positivo, che consento alle persone di affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana”. Queste abilità sono necessarie per il benessere psicosociale e devono essere insegnate ai bambini e adolescenti a scuola. Oltre all’empatia rientrano nelle life skills: 

  • la consapevolezza di sé;
  • la gestione delle emozioni;
  • il pensiero creativo e quello critico;
  • la gestione dello stress; 
  • il decision making;
  • il problem solving;
  • la comunicazione efficace;
  • la capacità relazionale interpersonale.

Si può notare quindi, come siano tutte capacità che permettono all’individuo di comportarsi e reagire in maniera costruttiva quindi sapersi relazionare con l’altro, prendere decisioni efficaci, saper superare i problemi senza farsi sopraffare avendo consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti e sapendo gestire le nostre emozioni; allo stesso tempo lo sviluppo di queste capacità permette la prevenzione del disagio e dei comportamenti a rischio.

L’empatia può spesso mancare in alcuni disturbi psicopatologici come il Disturbo Antisociale di Personalità o nel Disturbo Narcisistico di Personalità così come nella stessa Psicopatia, ma più semplicemente è possibile osservarne la mancanza nel soggetto che commette atti di bullismo. Il bullo, infatti non è in grado di immedesimarsi nell’altro, interpretare la sofferenza provata dalla vittima e questo fa sì che continui nella commissione di azioni violente. 

Essere empatici non significa solo ascoltare l’altro, ma farlo senza giudicare e interpretare attraverso l’ascolto attivo, restituendo poi sia il contenuto di quello che è stato detto, sia i sentimenti. La restituzione empatica è molto importante in quanto non solo chi parla si sente compreso, ma l’interlocutore a sua volta può dare un nome alle emozioni provate rendendo consapevole il soggetto. Il linguaggio non verbale può essere molto utile nel riconoscere l’emozione provata dall’altro e di conseguenza approcciarsi nel modo migliore. 

Un esempio di ascolto empatico può essere osservato nel film della Pixar Inside Out, basato sulle emozioni: ad un certo punto del film Bing Bong, amico immaginario di Riley, perde il suo razzo che viene gettato nella discarica. Il razzo aveva un valore emotivo molto forte per lui, ma anche per Riley con la quale avevano programmato un viaggio sulla luna. A quel punto Bing Bong si siede sull’orlo della discarica profondamente triste e subito Gioia prova a tirarlo su di morale, facendogli il solletico o le boccacce con lo scopo di farlo ridere per alleviare il suo dolore, ma senza avere successo. Tristezza, invece, si siede accanto a lui e gli dice: “mi dispiace che abbiano preso il tuo razzo. Ti hanno preso qualcosa che amavi…  è sparito per sempre” e Bing Bong risponde: “è tutto quello che mi restava di Riley”. 

Il dialogo tra i due continua così: 

Tristezza: “Tu e Riley avrete vissuto avventure fantastiche”.

Bing Bong: “Ohh meravigliose… una volta siamo volati indietro nel tempo, abbiamo fatto colazione due volte”.

Tristezza: “Incredibile, a Riley sarà piaciuto molto”.

Bing Bong: “Oh si tanto, eravamo amici del cuore” 

Tristezza: “Si è triste”. 

Bing Bong a questo punto scoppia in lacrime e abbraccia Tristezza che ricambia, si asciuga poi le lacrime e afferma: “sto meglio adesso”. 

Quando Gioia chiede a Tristezza come abbia fatto, lei risponde: “non lo so, lui era triste così ho ascoltato”

Tristezza, infatti, si è calata nei panni di Bing Bong, ha fatto suo il dolore provato e l’ha restituito senza aggiungere una sua interpretazione, ma solo dando un nome all’emozione di Bing Bong: ha semplicemente ascoltato. 

(Qui il link del video completo: https://www.youtube.com/watch?v=t-asXorVstM).

Sembra così facile e invece molto spesso non avviene, il più delle volte l’empatia manca già nei ragazzi più piccoli e negli adolescenti, quel piccolo gesto che potrebbe far stare meglio l’altro sembra impossibile.

Un piccolo gesto, ma molto significativo è quello fatto da Luna Reyes, volontaria della Croce Rossa in Spagna, la quale si trovava sulle spiagge dove sono sbarcati migliaia di migranti scappati dal Marocco. Luna si è resa protagonista di un gesto di solidarietà ed empatia bellissimo: foto e video mostrano la ragazza che abbraccia un migrante disperato, stremato e spaventato. Lui si aggrappa a lei piangendo e lei non fa altro che ricambiare l’abbraccio con empatia, cercando di tranquillizzarlo dopo avergli offerto dell’acqua. Molti hanno enfatizzato la bellezza del gesto fatto, ma tanti altri hanno invece attaccato la ragazza con messaggi pieni di odio e razzismo, le hanno rivolto insulti terribili tanto che è stata costretta a chiudere i suoi social. 

Luna Reyes ha fatto quello che tanti altri non hanno fatto davanti a quelle persone che necessitavano solo di un aiuto e di essere ascoltate e lei stessa ha dichiarato di aver fatto la cosa più normale del mondo davanti ad una richiesta di aiuto: “l’ho solo abbracciato”. Quel piccolo gesto forse non sarà servito nella pratica al ragazzo, ma in quel momento lo ha confortato, facendolo sentire compreso e accolto dopo aver visto morire in mare molti amici. Immaginate cosa possa aver provato? 

Certe volte basterebbe anche solo farsi questa domanda per provare ad immedesimarsi nei panni dell’altro, per non giudicarlo e per evitare episodi di violenza. L’empatia manca in tutte quelle persone che giudicano senza sapere, che insultano senza conoscere, che agiscono violenza per sentirsi più forti contro chi è indifeso solo perché, ad esempio, ha un colore della pelle diverso o ama una persona del suo stesso sesso. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha esortato ad inserire nel piano di studi anche le Life Skills; insegnare ai bambini, tra le altre cose, ad essere empatici può essere fondamentale in un mondo pieno di odio. Si dice sempre che i bambini e i giovani sono il nostro futuro, ma la domanda è: volete un futuro dove la violenza faccia da padrona o dove i gesti come quelli di Luna diventino quotidiani?

Dott.ssa Francesca Fontana

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA