Biblioterapia: i libri come fonte di emozioni

Negli ultimi anni si sono sviluppate delle nuove forme di terapia, che pur non sostituendo la psicoterapia, possono offrire un valido aiuto ad alcuni pazienti. 

I greci avevano la tendenza a guarire l’anima attraverso l’evento catartico. Aristotele, nel trattato Poetica del 330 a.c., esponeva la sua rinomata ipotesi secondo la quale gli esseri umani, di fronte ad una tragedia teatrale, vivono una forma di “purificazione dell’anima”, distaccandosi dalle passioni che li travolgono e li avvolgono. 

Infatti, lo spettatore si trovava ad assistere alla rappresentazione di vicende che suscitavano forti emozioni, come pietà nei confronti degli eventi che travagliano la via del protagonista e paura di potersi un giorno ritrovare nella stessa situazione. Una volta che la tragedia si risolveva con una spiegazione razionale dei fatti accaduti, lo spettatore stesso trovava sollievo sia per l’attore che per se stesso.                                          L’identificazione con un personaggio forgiato dall’ingegno di un artista migliorava la condizione emotiva e psichica della persona.

Come nei tempi antichi, anche oggi si tenta di alleviare le sofferenze degli individui attraverso vari metodi che si avvicinano alla vita di ognuno di noi.

Cineterapia, arteterapia, pet therapy, biblioterapia, sono solo alcuni degli esempi delle moltitudini di terapie alternative nate negli ultimi anni, ed alcune di queste hanno ottenuto anche una validazione scientifica. 

La Biblioterapia, ad esempio, è un modo di fare terapia, che utilizza la lettura di libri come trattamento; è un approccio terapeutico che utilizza la letteratura per mantenere una buona salute mentale, un trattamento versatile e con un costo valido, che può essere usato come supplemento ad altri tipi di terapie. 

Si tratta quindi di una terapia innovativa, che utilizza strumenti accessibili a tutti, in questo caso i libri, per promuovere dei cambiamenti nella salute psichica delle persone. 

La terapia comunemente intesa ha lo scopo di suscitare emozioni e sensazioni nei pazienti tali da far capire loro certi aspetti di sé.

Analogamente attraverso la biblioterapia si possono comprendere le dinamiche e le riflessioni che i romanzi o altri generi della narrativa suscitano in un dato individuo.

Attraverso l’identificazione con un personaggio e vivendo la sua storia in modo indiretto, il lettore può prendere coscienza di alcuni aspetti di sé che non riesce ad ammettere e che, da un punto di vista psicologico, potrebbero essere la causa di determinati problemi.

Ad esempio, se hai difficoltà a passare del tempo in solitudine e al solo pensiero ti assale un senso di tristezza e l’angoscia, puoi leggere il romanzo di Daniel Defoe, Robinson Crusoe o Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen. In entrambi i romanzi le figure dei protagonisti sono uomini solitari, isolati dalla società. Oppure se hai difficoltà a credere in te stesso, Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice, autobiografia di Veronica Pivetti, fa al caso tuo!

Esistono vari luoghi in cui la biblioterapia viene applicata:

  • Nelle Scuole
  • Negli Ospedali e nelle Case di cura
  • Nelle Carceri per interventi rieducativi
  • Durante le sedute di Psicoterapia

In particolare, sono due i metodi terapeutici principali che utilizzano questo trattamento innovativo:

  1. la lettura di testi scelti – come romanzi, poesie, racconti – la quale viene usata all’interno di un contesto psicoterapeutico come tecnica integrativa di tale percorso per aiutare l’elaborazione di contenuti cognitivi, emozionali e per sviluppare risorse e abilità empatiche

Un esempio di tal genere ci è dato dal “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupèry; un sempreverde che molti di noi hanno nell’armadio e che, se letto con una mentalità aperta, può indicarti molti consigli su come affrontare la vita. Dalla lettura del testo, infatti, emergono molte dinamiche psicologiche, è molto ricco di metafore e la cosa più importante riguarda il fatto che sia accompagnato da un linguaggio semplice e lineare. 

La storia del pilota che, a causa di un incidente con l’aeroplano si ritrova nel deserto può essere paragonata alla storia di molti pazienti che si smarriscono per i cambiamenti imposti dalle fasi evolutive o per eventi tragici che capitano improvvisamente trasformando le loro vite. Lo smarrimento degli uomini del romanzo è lo smarrimento che leggiamo nello sguardo di coloro che richiedono il nostro aiuto, continuamente in viaggio con ‘il vento che spinge qua e là’ per paura di rimanere fermi e pensare, impauriti e non così forti per attraversare il dolore. Il piccolo principe, dunque, rappresenta un libro per tutti, da bambini agli adulti, pieno di significati nascosti e spiegazioni su come affrontare molte situazioni che ci capitano continuamente.

  1. la seconda tecnica riguarda la lettura di testi di autoaiuto in un’ottica psicoeducazionale, di crescita e formazione del singolo o del gruppo.        

Un esempio può essere “Volare senza paura (è facile se sai come farlo”) di Allen Carr. L’autore spiega come il suo metodo Easyway può essere utile alla soluzione del problema che affligge migliaia di persone causando grandi disagi, e soprattutto non ti permette di viaggiare con piacere: la paura di volare. Il libro mostra come la paura di volare non sia qualcosa di cui vergognarsi ma, facendo parte della natura umana, si basa su numerose convinzioni errate. Eliminando queste ultime si elimina anche la paura stessa ed il volo diventerà un’esperienza di cui godere appieno.

A questo scopo a Firenze è stata aperta la “Piccola Farmacia Letteraria”, un luogo in cui puoi trovare il libro adatto alla situazione che stai vivendo. Su ogni libro troviamo un cartellino colorato, ogni colore fa riferimento ad un problema specifico. 

Hai bisogno di “pillole di menefreghismo contro l’amore non corrisposto”? cerca i libri con i cartellini di colore rosa scuro, oppure hai bisogno di “iniezioni di realtà contro le crisi di mezza età”? i libri che fanno al caso tuo hanno un cartellino di colore verde.

L’utilizzo della Biblioterapia ha avuto anche riscontri scientifici che ne attestano la funzionalità, ad esempio i ricercatori dell’università di Stanford, sottoponendo i lettori alla risonanza magnetica, hanno verificato che l’attività di lettura faceva affluire al cervello una maggiore quantità di sangue nelle zone adibite alle funzioni di esecuzione; questo significava che la lettura poteva migliorare i disturbi da deficit attentivi, e di conseguenza gli AHDH. I ricercatori dell’università del Sussex invece hanno dimostrato che la lettura diminuisce lo stress.

Naturalmente la Biblioterapia è soltanto uno dei nuovi approcci terapeutici che hanno ottenuto una validazione scientifica. Come ho nominato prima anche la pet therapy è entrata di diritto nei reparti ospedalieri, in quanto è stato osservato che passare del tempo con gli animali aiuta l’essere umano a sentirsi bene, tramite l’innalzamento dei livelli di ossitocina (l’ormone della felicità).

Naturalmente dobbiamo stare attenti a non confondere questi approcci con una psicoterapia vera e propria. Questi metodi fanno da “cerotto” ad una ferita in modo temporaneo, ma se questa ferita è profonda e ben radicata e ti impedisce di vivere normalmente, allora non puoi far altro che chiedere aiuto ad uno psicologo o uno psicoterapeuta, senza vergognarti dei problemi che stai riscontrando nella tua vita! Ricorda sempre che se tutti noi ammettessimo di avere qualche problema, allora forse il mondo sarebbe davvero un posto migliore!

Dott.ssa Angelica Mencarini

FONTI:

Abilash, K., & Jothimani, T. (2019). Bibliotherapy as a therapeutic approach to psychological problems. Asian Journal of Multidimensional Research, 8, (2), 10-15

Bindi, R. (2017). Trame Archetipiche – libroterapia e benessere. Firenze: Press e Archeos.

http://www.humantrainer.com/

http://www.psychondesk.it/author/sabrinaguaragno/

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