Terza Età: c'è un limite alla sessualità

All’aumentare delle aspettative di vita aumentano anche gli interrogativi legati al benessere della popolazione che invecchia, e uno di questi riguarda la sfera sessuale. Le ricerche riportano risultati positivi circa l’attività sessuale delle persone con oltre 60 anni. Purtroppo, però, nonostante il riconoscimento del valore positivo di mantenere la sessualità per tutta la vita, ci sono due criticità. Innanzitutto, da un punto di vista culturale, la rappresentazione del sesso appare come dominio esclusivo di persone giovani e belle. Inoltre, un ruolo incisivo è giocato dalla permanenza del tabù. Permane ancora un’ampia fascia di atteggiamenti pregiudiziali intorno ad essa, considerata da molti come disdicevole o addirittura «patologica>> [Schlesinger 1996].

Una cosa è certa: il desiderio di intimità e affettività non diminuisce con l’avanzare dell’età. Tuttavia, dal punto di vista fisico l’attività sessuale può essere ostacolata o limitata da alcune malattie croniche e da patologie, dallo stato di salute mentale o da situazioni che possono causare disagio personale.

Una vita sessuale attiva anche con il declino dell’età fertile, sia nell’ uomo che nella donna, è indicatore di un buono stato di salute fisico e psicologico. In Italia, il 73,4% fra i 61 e i 70 anni, e il 39,1% degli over70, ha dichiarato di essere sessualmente attivo.

LA COPPIA E LA SUA INTIMITA’

Se in passato la sessualità della persona e della coppia veniva guardata con vergogna e peccato, oggi le coppie adulte, a differenza dei loro genitori, vantano la possibilità di esprimere la propria intimità in modo più libero dai tabù. 

In questo caso, ci troviamo di fronte a coppie in cui la vita affettiva e sessuale è cresciuta insieme a loro e per cui la sessualità non rappresenta un soddisfacimento del piacere genitale, quanto più un concedersi l’un l’altro in chiave più profonda. La coppia presenta una complicità tale da riuscire a mantenere e creare, lì dove necessario, stimoli nuovi per mantenere sempre viva la fiamma. L’aspetto più importante della sessualità nella terza età consiste, non nel prendere in esame il singolo partner, ma la coppia stessa in quanto, è proprio all’interno della coppia che si uniscono due invecchiamenti psicobiologici individuali e due diverse storie personali unite dal problema di mantenere vivo il desiderio e l’affiatamento sessuale.

I BENEFICI DI UN’AFFETTIVITA’ INTRAMONTATA

La soddisfazione sessuale correla con una valutazione positiva della vita di coppia e con la salute psicologica. Studi dimostrano come essere sessualmente attivi porti ad avere una percezione positiva di sé e delle proprie capacità, una maggiore autostima e una propensione a mantenere comportamenti salutari. Inoltre, permette una rete sociale più ampia (fattore protettivo), un minore rischio di disimpegno e una maggiore resilienza. L’assenza di relazioni intime porta, invece, più facilmente a solitudine e depressione, e le persone sole sono più esposte a problemi psicofisici. Tra gli over 60 delle società occidentali sono in aumento anche i divorzi, così come le seconde nozze tardive.

Le relazioni intime sono il luogo privilegiato per il contatto fisico, non necessariamente di tipo genitale, e forniscono senso di conforto, gratificazione, danno sicurezza emotiva, fanno sentire importanti e amati, alleviano il dolore fisico e, soprattutto, quello morale.

COSA PUO’ MINARE LA SESSUALITA’?

L’invecchiamento è una fase del ciclo di vita estremamente soggettiva, non esiste un limite massimo per l’attività erotica e con il trascorrere degli anni non si diventa asessuati. Ma, senza dubbio, vi sono condizioni fisiche che possono ostacolarla e minarla. 

Tra i problemi femminili più diffusi, vi sono sicuramente quelli legati alla menopausa, i problemi che originano dall’atrofia urogenitale (bruciore, prurito, dolore durante i rapporti sessuali, secchezza) e urinari (frequenza, nicturia, urgenza, disuria). Queste problematiche possono provocare un abbassamento del livello di desiderabilità sessuale, in quanto correlano anche con problematicità legate all’autostima e al benessere psichico della persona. 

Negli uomini, invece, uno dei sintomi più diffusi alla disfunzione erettile, che colpisce al di sopra dei 40 anni di età e diventa sempre più comune con il progredire dell’invecchiamento. Tra le possibili cause della disfunzione erettile vi sono quelle vascolari, ormonali, neurologiche, derivate dalla chirurgia per il cancro alla prostata o da terapia farmacologica.

ERRORI DA NON COMMETTERE

Nella terza età si tende facilmente a dire “ho raggiunto la pace dei sensi” e a non accettare i cambiamenti del corpo. Inoltre, errore comune è anche quello di vivere l’intimità come un “dovere” pensando che il rapporto sessuale sia una prova della virilità o seduzione

Per le donne la qualità della relazione, insieme alla salute mentale, piuttosto che i fattori fisiologici, sembrano essere fattori cruciali del benessere sessuale. Per anziani in coppia il sesso continua a essere una componente importante della relazione e del benessere.

Il credere di non potere avere un comportamento sessuale, il ritenere non legittime le passioni e l’innamoramento così come il cedere a pressioni sociali e religiose sono tutti fattori che possono influenzare l’atteggiamento degli anziani verso l’affettività.

Dott.ssa Luciana Sportelli

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Psicologia dell’invecchiamento e della longevità; R. De Beni, E. Borella; Il Mulino

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