Un caso di disturbo antisociale - La storia di Jhonny Lo Zingaro

Cosa si nasconde dietro ad alcuni dei crimini più famosi ed efferati della storia?

Spesso i casi di cronaca nera hanno alla base una spiegazione psicopatologica, in particolare ci sono disturbi di personalità che concorrono alla messa in atto di reati. 

Secondo il DSM-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), i disturbi di personalità sono pattern, ovvero modelli abituali di comportamenti e pensieri che si discostano molto dalle aspettative della cultura dell’individuo. Sono disturbi pervasivi che hanno esordio nell’adolescenza o nella prima età adulta, creando disagio e difficoltà nell’area cognitiva, affettiva, del funzionamento interpersonale e nell’area del controllo degli impulsi.

Uno dei disturbi che maggiormente si riscontra nei soggetti con una lunga carriera criminale è il Disturbo Antisociale di Personalità, incluso nel cluster B del DSM-5. 

Viene diagnosticato nella prima età adulta, ma è necessario, secondo il DSM, che ci siano dei precursori già nell’adolescenza, ovvero che venga riscontrato un Disturbo della Condotta caratterizzato da comportamenti che violano le regole sociali o i diritti altrui. 

Il Disturbo Antisociale di Personalità è caratterizzato da un pattern pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che si manifesta fin dall’età di 15 anni, come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi (DSM-5, 2014): 

  1. Incapacità di conformarsi alle norme sociali
  2. Disonestà 
  3. Impulsività e incapacità di pianificare
  4. Irritabilità e aggressività
  5. Noncuranza sconsiderata della sicurezza propria o altrui
  6. Irresponsabilità abituale
  7. Mancanza di rimorso 

La disonestà, la manipolazione e la mancanza di empatia sono caratteristiche fondamentali di questo disturbo e possono essere lette come un continuum del Disturbo Narcisistico di Personalità (DSM-5, 2014); il Disturbo Antisociale infatti, viene molto spesso diagnosticato in comorbilità con altri tipi di disturbi come il Disturbo da uso di sostanze, Disturbo Narcisistico o Borderline di personalità e altri. I soggetti con questo disturbo inoltre, sono spesso considerati pericolosi socialmente, ossia è più alta per loro la probabilità di commettere nuovamente un reato. 

Un esempio di personalità antisociale è Giuseppe Mastini detto Johnny lo Zingaro, nato nel 1960 a Ponte San Pietro in una famiglia sinti di giostrai con la quale si trasferisce a Roma vivendo in una roulotte. Mastini era analfabeta ed inizia la sua carriera criminale a soli 11 anni quando commette un furto che si conclude con una sparatoria contro la polizia nella quale viene ferito ad un piede.  In questo periodo inoltre, il Mastini si divertiva a rubare auto che usava per la sua passione, correre.

Il primo reato per il quale viene condannato lo commette a 15 anni insieme ad un suo amico: una rapina ai danni di un autista di tram finita però con la morte dello stesso. L’omicidio non era programmato, ma durante la rapina qualcosa non va secondo i piani dei ragazzi che finiscono per sparare all’uomo e occultare poi il cadavere. 

Johnny lo zingaro viene condannato a 12 anni, ma dopo un paio di anni evade perché come lui stesso ha affermato durante il processo trasmesso dal programma televisivo “Un giorno in Pretura” aveva paura di poter essere ucciso in carcere come è successo al suo compagno di cella: “…Io ho fatto un anno e 7 mesi a 15 anni di celle di isolamento… io la notte parlavo con il muro….” “…dentro il carcere era il tempo del fuoco…”. Subito ritrovato e ricondotto in carcere passa qualche anno e nel 1981 evade nuovamente restando libero per 2 anni. Rintracciato viene condotto in un carcere di massima sicurezza. Qui Mastini cambia diventando un carcerato modello e grazie al suo comportamento gli viene concesso un permesso premio nel 1987, ma allo scadere dei giorni concessi non farà ritorno in carcere. 

Sempre durante il processo Mastini affermerà di non essere rientrato per colpa della droga usata durante una cena con gli amici l’ultima sera di permesso che l’avrebbe reso poi dipendente dalla stessa. In questo periodo di latitanza si renderà protagonista di molti reati, in totale gli sono stati contestati 50 reati, ma il crimine più grave lo commette nella notte tra il 23 e il 24 Marzo 1987. Quella sera, insieme alla sua compagna conosciuta in quel periodo, Zaira Pochetti, ruba diverse auto per scappare dalla polizia e sequestra una ragazza che si trovava in una delle auto usate per fuggire. Durante la fuga Johnny lo zingaro uccide anche un’agente della polizia sparandogli e ne ferisce un altro. Mastini insieme alla compagna, dopo aver liberato la ragazza sequestrata cercano di scappare, ma vengono entrambi fermati e arrestati. Lui verrà condannato all’ergastolo, Zaira invece morirà un anno dopo l’arresto. 

Quella del 1987 però non è l’ultima evasione di Johnny lo Zingaro, nel 2017 infatti, gli viene concessa la possibilità di lavorare fuori dal carcere e il 30 giugno 2017 non rientra. Questa però sarà un’evasione d’amore, in quanto voleva ricongiungersi con il suo primo amore con la quale si era sposato all’età di 13 anni con una cerimonia sinti. Vengono però entrambi ritrovati e ricondotti in carcere. Sarà finita qui la lista di evasioni di Mastini? No, il 6 settembre 2020 dopo l’ennesimo permesso premio evade di nuovo dal carcere di massima sicurezza di Sassari; viene ritrovato e catturato dopo una decina di giorni. 

Perché prendere Johnny lo zingaro come esempio di personalità antisociale? L’esordio precoce della sua carriera criminale è sicuramente un aspetto importante che soddisfa il criterio di insorgenza del disturbo, ma anche il suo comportamento in età adolescenziale rientra nei comportamenti disadattivi messi in atto da soggetti con Disturbo della Condotta. Nei crimini commessi da Mastini inoltre, è possibile notare anche un altro criterio del Disturbo Antisociale di Personalità ossia l’impulsività e l’incapacità di pianificare; nel primo reato commesso a 15 anni infatti, i ragazzi non avevano pianificato di uccidere l’autista del tram e questo denota come l’impulsività abbia preso il sopravvento. Impulsività che si riscontra anche nelle modalità con le quali è avvenuto il sequestro di persona e l’omicidio dell’agente di polizia nel 1987. In tutti i crimini commessi inoltre, è presente una sconsiderata noncuranza della sicurezza propria e altrui, ma anche la mancanza di rimorso: durante il processo molto spesso Mastini sorride mentre ascolta le dichiarazioni dei testimoni senza mostrare senso di colpa. 

Johnny lo zingaro, in conclusione, è la dimostrazione di come il Disturbo Antisociale di Personalità possa contribuire alla messa in atto di molti reati, creando disagio nella vita e richiede una valutazione e un intervento accurato per far si che i soggetti con questo disturbo riescano a reinserirsi nella società.

Dott.ssa Fontana Francesca 

BIBLIOGRAFIA

  • American Psychiatric Association (a cura di Biondi M.) (2014). Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore. 
  • Un giorno in Pretura. ST 2017/2018 – Johnny lo zingaro il fuggitivo, Processo Mastini

SITOGRAFIA

 

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