Sex Crimes: forme di sessualità devianti

La fantasia gioca un ruolo fondamentale nel comportamento sessuale di ognuno di noi. Ma, nel momento in cui alla fantasia sessuale viene associato il concetto di devianza, porta ad individuare e  indicare varie forme di perversione sessuale.

Quando lo stimolo sessuale perviene attraverso aggressioni, dominio, potere e controllo, si sviluppa una o più parafilie associate a pratiche che sono proibite, disapprovate e punite. 

Per parafilia ci si riferisce ad un’attrazione per un comportamento sessuale atipico ed inconsueto, e si parla di disturbo parafilico se la parafilia causa disagio, compromissione e danno a se stessi o agli altri.

Lo psichiatra George R. Brown definisce tre meccanismi di implicazione dello sviluppo di una parafilia:

  • Un precoce trauma emotivo che ha interferito con il normale sviluppo psicosessuale.
  • Un’esposizione prematura a esperienze sessuali estremamente dense che rinforzano nel soggetto l’esperienza del piacere sessuale.
  • Una modalità di eccitazione sessuale acquisita tramite oggetti simbolici e condizionanti.

Esistono diverse tipologie di manifestazioni:

  • Manifestazione lieve: l’individuo, sconvolto dalle sue spinte ed impulsi sessuali anomali, non entra in azione per convertire in realtà le sue fantasie.
  • Manifestazione moderata: l’individuo traduce la spinta in azione e converte in realtà la sue fantasie.
  • Manifestazione grave: l’individuo mette in atto le sue spinte parafiliache in modo frequente.

Nel “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali” (DSM), tra le parafilie più comuni troviamo:

  • Esibizionismo: porta l’individuo ad esporre i propri genitali di fronte a persone estranee non consenzienti e in situazioni inappropriate. L’individuo presenta un’eccitazione sessuale direttamente collegata all’atto di sorprendere la vittima, creando una reazione di “shock”.
  • Voyeurismo: l’individuo prova piacere sessuale spiando i corpi nudi o gli organi genitali di persone sconosciute ignare, mentre sono in intimità o durante i loro rapporti sessuali.
  • Sadismo: l’individuo ricava eccitazione sessuale infliggendo al partner umiliazioni, percosse, sofferenze fisiche e psicologiche.
  • Masochismo: l’individuo prova piacere sessuale quando viene umiliato, prova dolore o soffre in altri modi.
  • Feticismo: l’individuo manifesta fantasie, impulsi e comportamenti sessuali nei riguardi di oggetti inanimati; ad esempio biancheria intima, scarpe, indumenti.
  • Travestitismo: eccitazione e/o piacere sessuale nell’indossare abiti del sesso opposto.
  • Pedofilia: attrazione sessuale da parte di soggetti adulti nei confronti di bambini in età infantile e prossimi a quella pre-puberale.
  • Frotteurismo: bisogno o comportamento sessualmente eccitante che porta a toccare o palpeggiare il corpo di una persona non consenziente.

Molte delle parafilie elencate sopra sono state riscontrate in casi di omicidi sessuali e, infatti, sono considerati comportamenti tipici dei criminali sessuali. Parecchi serial killer hanno esternato la loro aggressività nella sfera sessuale, assaltando e stuprando estranei in attacchi brutali o in azioni di sadismo sessuale sulle loro vittime.

Inoltre è stato riscontrato negli assassini seriali un altro disturbo parafilico che, nel DSM, rientra nella categoria “altri disturbi parafilici specifici”, ovvero la necrofilia: compiere atti sessuali con i cadaveri delle loro vittime per affermare la loro potenza sessuale e come segno ulteriore dispregiativo nei confronti della vittima.

Analizzando alcune caratteristiche delle parafilie nei Serial Killer emerge che:

  • Il piacere principale dell’assassino seriale sadico è quello di prolungare il più possibile le sofferenze delle sue vittime, ritardando il momento del decesso e prolungando, così, l’agonia. L’azione è accompagnata da un eccitazione sessuale che può concludersi con l’orgasmo.
  • Nell assassino seriale feticista il comportamento deviante si presenta nel momento in cui l’omicidio è stato già commesso ma l’assassino sente il bisogno di rivivere l’eccitazione dell’azione omicida.
  • Molti Serial Killer, prima di iniziare ad uccidere, si sono dedicati per anni al voyeurismo fino a quando non sono stati più in grado di soddisfare la propria eccitazione e hanno sentito il bisogno di stimoli sempre più forti.
  • Un’altra tappa dello sviluppo sessuale degli assassini seriali è l’esibizionismo.
  • Quando il Serial Killer ha difficoltà a relazionarsi con gli adulti trasferisce le sue attenzioni nei bambini, soggetti meno impegnativi. Quella dei bambini è la categoria vittimologica più frequente, dopo le donne. Gli assassini seriali pedofili si dividono in quattro categorie: violenti, non violenti, solitari e organizzati. Nella categoria dei violenti rientrano gli stupratori e i soggetti che, alla violenza del minore, fanno seguire l’omicidio. Nella categoria dei non violenti rientrano i pedofili che utilizzano tecniche di seduzione per ottenere la fiducia di bambini che hanno gravi carenze affettive. Nella categoria dei solitari rientrano coloro che agiscono individualmente e nella categoria degli organizzati rientrano assassini pedofili seriali che agiscono in gruppo.

Alcuni dei casi più celebri di Serial Killer 

Ted Bundy è stato un serial killer statunitense e autore di circa trenta omicidi di giovani donne. Le aggrediva, stuprava e uccideva per poi violentare il loro cadavere e ritornare sulla scena del crimine per continuare l’attività sessuale con i cadaveri in decomposizione, fino a che l’atto era praticabile.

Melvin Rees, sadico serial killer statunitense, torturava, stuprava e uccideva le sue vittime. Definito dalla stampa americana “bruto sessuomane”, quando venne catturato durante la perquisizione della sua casa furono ritrovate molte annotazioni di atti sadici di diverso genere. Lo stesso Rees ad un suo amico aveva confidato, durante delle discussioni filosofiche, che considerava l’omicidio un ‘esperienza umana a cui voleva prendere parte, affermando “non puoi dire che uccidere è sbagliato”.

La coppia di feroci assassini Leonard Lake e Charles Ng che torturavano e uccidevano immediatamente gli uomini e i bambini, per poi imprigionare ed accanirsi sulle donne stuprandole e torturandole fino alla morte. Le sevizie venivano riprese da Lake con una telecamera e venne ritrovato dalla polizia un diario, scritto dallo stesso, in cui venivano descritte le atrocità sulle vittime, nonché tutti gli omicidi perpetrati. Una frase emerse da quel diario: “Dio ha designato le donne a cucinare, sbrigare le faccende di casa e per il sesso. E quando non sono in servizio dovrebbero essere rinchiuse”.

Dott.ssa Dalila La Bella

SITOGRAFIA 

https://www.killerdellastoria.it/2018/10/21/leonard-lake-e-charles-ng-partner-di-torture/

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.