ONLINE GROOMING: un nuovo modo di adescare i nostri figli

Le nuove tecnologie sono una grande risorsa che permettono di accedere e scambiare informazioni e notizie in tempo reale. L’uso di internet, inoltre, permette di costruire relazioni con persone che non abbiamo mai incontrato. 

Lo sviluppo e l’affermazione della rete internet ha contribuito al proliferare di nuovi fenomeni criminali come l’online grooming termine con il quale si indica un reato simile (ma non sovrapponibile) all’abuso sessuale del minore. Infatti non sempre il groomer, colui che adesca il minore, giunge all’atto fisico dell’abuso.

Attualmente con il termine grooming (dall’inglese “groom” – curare, prendersi cura) viene indicato l’atto di manipolazione psicologica per indurre bambini e adolescenti a superare le resistenze emotive e instaurare una relazione intima e/o sessualizzata con l’adulto conosciuto su internet.

Il groomer utilizza soprattutto chat online, siti di giochi online e/o social network per selezionare la propria vittima.  Il groomer, dopo aver avuto accesso al sistema di comunicazione delle possibili vittime, si limita ad osservare le conversazioni di quest’ultime; questo momento si concluderà con la scelta della vittima. Quest’ultima possiede delle caratteristiche specifiche di attrattiva fisica, facilità di accesso e vulnerabilità percepita. Per il groomer anche la segretezza della conversazione è fondamentale in quanto rappresenta una caratteristica fondamentale affinché possano essere effettuate le prime proposte e scambi di natura sessuale. Per creare un maggiore legame fra lui e la vittima, il groomer potrebbe rinforzare tali contatti attraverso regali oppure minacce. 

I groomer non attuano tutti il medesimo comportamento, infatti è possibile distinguere il fantasy-driven groomers e il contact-driven groomers. Il fantasy-driven groomer utilizza internet come mezzo di ricerca e connessione con minori per finalità autoerotiche e di realizzazione di fantasie sessuali esclusivamente sul piano virtuale, senza che avvenga un vero contatto fisico. I contact-driven groomers, invece, utilizzano internet per adescare i minori mossi dall’intenzione di incontrarli e consumare relazioni sessuali. 

Il fenomeno dell’online grooming ha avuto una grande diffusione negli ultimi anni stimando che nel 2010 un adolescente su 10 è stato vittima di online grooming. Questo ha suscitato l’interesse di diversi studiosi culminando in ricerche che hanno permesso di effettuare una descrizione generale del groomer e delle vittime “favorite”. Esse infatti sono maggiormente femmine, con un’età compresa fra i 13 e i 17 anni, accomunate dalla caratteristica di essere considerate dal groomer come vulnerabili.

Infatti l’idea che lasciano emergere dai propri profili social è di una bassa inibizione; il groomer si propone come interlocutore privilegiato rispetto ad un coetaneo, mostrandosi alla vittima come la persona speciale di cui ha bisogno. Un ruolo importante è ricoperto dalla scarsa presenza e scarso controllo dei genitori: capita spesso che i minori siano lasciati soli nell’utilizzo di internet senza un’accurata protezione o un accurato controllo dei possibili rischi della rete. Esistono situazioni, invece, in cui i genitori diminuiscono il loro controllo man mano che il figlio cresce. Una fonte di protezione in questo contesto è fornita da un adeguato livello di sviluppo di competenze tecniche, cognitive, emotive e valoriali che permettono di usare Internet in modo più competente e prudente. Un’altra premura che potrebbe essere effettuata dai genitori riguarda l’utilizzo di filtri o del parental control.

Se si dovesse venire a conoscenza di un caso di adescamento non è consigliato sostituirsi al bambino o adolescente continuando ad intrattenere rapporti di corrispondenza con il soggetto, ma piuttosto bisogna rivolgersi alla polizia postale. Inoltre è opportuno offrire supporto psicologico al bambino o adolescente rivolgendosi alle strutture pubbliche (consultori familiari, servizi di neuropsichiatria infantile, centri specializzati per l’abuso di minori) oppure privatamente.

Qualora si ravvisi una situazione di pericolo o la necessità di un supporto, Nemesi mette a disposizione i propri consulenti.

Dott.ssa Martina D’Alba

 

SITOGRAFIA

https://www.stateofmind.it/2014/10/bimbi-abusati-rete-fenomeno-adescamento-online/

BIBLIOGRAFIA

  • Winters, G. M., Kaylor, L. E., & Jeglic, E. L. (2017). Sexual offenders contacting children online: an examination of transcripts of sexual grooming. Journal of sexual aggression, 23(1), 62-76.
  • Ybarra, M. L., Leaf, P., & Diener-West, M. (2004). Sex differences in youth-reported depressive symptomatology and unwanted internet sexual solicitation. Journal of Medical Internet Research, 6(1).

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